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Una volta, i potenti, per sottomettere il popolo usavano la forza, le leggi e la religione: ora dispongono anche del calcio e della televisione - Brown Carl William

POLITICA
10 luglio 2009
Basta con gli "aiuti" all'Africa!
Il grande circo mediatico del G8 si avvia alla conclusione. Purtroppo, ancora una volta, dimostra la sua totale inefficienza e inutilità. Questo "evento" è solo una riunione dei "grandi" della Terra, al fine di scambiarsi qualche bella parola, fare tante promesse e illudere i creduloni. Quando tutto ciò sarà finito, quello che ci sarà scritto nelle bozze finali, verrà tranquillamente cestinato e dimenticato. Non ho alcuna intenzione di commentare tutti i punti presi in esame (sarebbe solo uno spreco di tempo), a parte uno: quello degli aiuti "umanitari" all'Africa.

Nella giornata di oggi, quella conclusiva (finalmente), gli 8 leaders hanno approvato la Dichiarazione sull'Africa e quella sull'acqua, assieme ad altri paesi africani. Saranno stanziati, secondo le intenzioni, 15 miliardi di euro in tre anni per "sconfiggere la fame" (parole del documento finale). I più imbecilli stanno già esultando e cantando le lodi di questo G8, soprattutto perchè presieduto e organizzato dal caro Papi. I più dubbiosi, ma ugualmente imbecilli, saranno contenti ma si chiederanno se questi fondi arriveranno davvero in Africa. Quelli che, invece, della situazione dell'Africa hanno capito tutto, saranno in preda alla disperazione più pura. In molti non hanno capito che più ci ostiniamo ad "aiutare", più mandiamo "sostegni umanitari" e più quelle persone moriranno di fame. Non c'è possibilità di salvezza per loro. La nostra presenza è malsana, è un cancro che sta distruggendo l'Africa da decenni ormai. Ma non ce ne rendiamo conto.

Per secoli, millenni, l'Africa era "felix". Una delle più belle provincie della grande Roma era, guarda caso, la Libia che riforniva di olio d'oliva l'Impero. Per moltissimo tempo, ed anche in epoche più recenti, il continente nero è stato perfettamente autosufficiente dal punto di vista alimentare e non si è mai preoccupata dell'esistenza degli europei, nè tantomeno di chiedere loro aiuto. Nonostante ciò, prima le religioni (missionari cristiani e musulmani) e poi il colonialismo novecentesco, hanno distrutto in tutto e per tutto questa splendida terra, seccandola e tingendola di rosso sangue. Però, badate bene, io non mi riferisco al colonialismo propriamente detto, quello che si è verificato tra '800 e '900, bensì quello avvenuto dopo la fine ufficiale di questo fenomeno.

In realtà la colonizzazione non solo non è mai terminata, ma è addirittura peggiorata a livelli esponenziali. Gli stati nazionali europei avranno pur lasciato fisicamente quelle terre, ma nella realtà sono ancor più radicati e presenti di prima. Il colonialismo economico è più distruttivo di quello propriamente detto. Il primo infatti non conquista i territori e le materie prime, ma le persone, la loro vita, il loro mercato (visto che nei propri non c'è più spazio) e li omologa all'Occidente per far sì che abbiano le nostre stesse fittizie e false necessità, ai nostri costumi e valori, con la scusa della "democrazia e del liberalismo". Se con il colonialismo classico i popoli indigeni continuavano a vivere pressochè come prima, dato che restavano separati dai bianchi, con questo nuovo colonialismo l'Occidente ha depredato tutto: dall'acqua, al cibo, dalle materie prime fino alla loro stessa anima.

Gli africani sono stati depredati dalle loro tradizioni, è stato loro imposto di vivere secondo i nostri modelli ed hanno perso tutto ciò che avevano sia dal punto di vista economico che sociale. Non solo, abbiamo esportato anche guerre sanguinarie che hanno lacerato l'intero continente (Sudan, Congo, Rwuanda), nonostante fino ad allora le guerre degli indigeni erano cose talmente stupide da essere decontestualizzate. Non si faceva "la guerra" nel senso proprio del termine, ma si simulava. Quel poco di Antropologia culturale che ho studiato, mi ha fatto conoscere tecniche che a noi sembrerebbero assurdità ma che, in realtà, facevano si che i neri africani non si sfiorassero nemmeno con un dito (ci sono popoli che, per risolvere liti molto serie, si combattono in "duelli canori"). Noi anche questo abbiamo distrutto e determinati riti esistono ormai soltanto in piccole comunità completamente ignorate. La loro situazione, da noi generata, fa si che essi cerchino di trovare condizioni di vita migliori. Come possiamo ribellarci all'immigrazione se è da noi stessi provocata? Come possiamo approvare il reato di clandestinità se la colpa di tutto questo fenomeno è nostra? Per secoli, millenni, i neri africani non si sono mai sognati di lasciare la loro terra per raggiungere la nostra. Al massimo, eravamo noi che andavamo da loro e depredarli di tutto e a portarli con noi come schiavi.

Come ho già detto, l'Africa agli inizi del '900 (quindi non molto tempo fa) era completamente autosufficiente. Tutto ciò è durato fino alla decolonizzazione, dopodichè il continente ha conosciuto la fame, la sete e la morte. Il nostro sistema economico, ritenuto "il migliore dei mondi possibili", ha fatto si che la loro vita si distaccasse dalle forme di autoconsumo con cui gli africani hanno sempre vissuto e i risultati si vedono sotto gli occhi di tutti. I nostri aiuti non sono altro che una continua crescita di questo maledetto liberismo in quei paesi, non facciamo altro che peggiorare ulteriormente la loro situazione. Non ci credete? Qualche anno fa, nel corso di un nostro G7, alcuni paesi fra i più poveri del mondo organizzarono una riunione opposta chiedendo apertamente di non essere più aiutati dall'Occidente, implorandoli. Un motivo ci sarà.



permalink | inviato da Noi Ci Siamo il 10/7/2009 alle 14:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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