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Una volta, i potenti, per sottomettere il popolo usavano la forza, le leggi e la religione: ora dispongono anche del calcio e della televisione - Brown Carl William

POLITICA
16 dicembre 2011
Tessera illegittima? Buona notizia per tutti


Probabilmente il calcio è tutto meno che un argomento “ribelle”. Ed effettivamente discutere e dibattere di quel carrozzone mediatico e immorale che è lo sport più popolare al mondo non è né saggio, né necessario, perchè per quello ci sono (purtroppo) diversi quotidiani nazionali che vi dedicano ampio spazio. E' di qualcos'altro che voglio parlare, di qualcun'altro, di persone che spesso vengono additate come degli “stupidi” per il semplice fatto di seguire la propria squadra del cuore: i tifosi.

Nella giornata di mercoledì è arrivata una sentenza da parte del Consiglio di Stato che considera “illegittima” la Tessera del Tifoso, vista come pratica commerciale scorretta. Infatti, chiunque volesse sottoscrivere una tessera (che, ricordiamo, serve per seguire la propria squadra in trasferta e per ottenere l'abbonamento stagionale allo stadio), è costretto anche a diventare cliente di una banca. (CONTINUA)


POLITICA
19 dicembre 2010
Il terrore della politica italiana


Su questo blog avevo anticipato da mesi questo clima di tensione, non più solo verbale ma anche fisica. Una rabbia che si è impossessata di larghi strati della popolazione, dagli studenti ai precari, fino agli stessi poliziotti costretti a lavorare in condizioni disperate e che - in alcuni casi - sfogano le loro frustrazioni su una legittima manifestazione. Solo il bieco moralismo di chi vuole pensare che tutto si possa risolvere col dialogo e con il pacifismo poteva portare la gente a credere che questo momento non sarebbe arrivato. Proseguirà, ancora per molto. I nostri politici lo sanno, ed ecco che iniziano ad organizzarsi per "difendere il forte", cioè i luoghi del potere dove ormai si sono arroccati come un'antica aristocrazia dedita a difendere i propri privilegi.


Che la politica si aspettasse questa reazione lo si può capire dalla creazione della "zona rossa" il 14 Dicembre che avrebbe dovuto impedire ai manifestanti di raggiungere il Parlamento. Era già quello un episodio lampante della paura che imperversa a Palazzo Chigi e dintorni. Questo perimetro di sicurezza era stato creato prima del giorno dedicato alla Fiducia per il Premier, bloccando tutto il centro storico e - quindi - anche i cittadini romani con necessità di recarsi a lavoro. Così, mentre in Parlamento andava in scena un morattiano calciomercato, con le divisioni pro e contro Berlusconi, tutti insieme si preoccupavano di difendere se stessi. In barba alla continuamente sbandierata democrazia.

Col 14 Dicembre e con le violenze in piazza si è aperta una nuova fase del terrore politico. Da una parte vi erano certamente manifestanti con la consapevolezza che avrebbero dovuto "menar le mani", dall'altra i soliti infiltrati ben educati da Cossiga, che tanto morto a quanto pare non è. Una piccola deviazione proprio sull'argomento infiltrati: poco importano le parole di Maroni sull'offensività di tali sospetti, perchè il nostro Ministro mente da anni sapendo di mentire. Così come poco importa l'arresto di quel ragazzo con la pala in mano, perchè di finti arresti è piena la storia. Magari quel manifestante è stato arrestato davvero, magari è davvero uno che aveva rubato un manganello, ma che gli infiltrati non ci fossero è una falsità e le immagini lo dimostrano. Sostenere questa tesi è offensivo, non il contrario. E' offensivo per l'intelligenza umana. Ma andiamo avanti.

Alle condanne e alle sclerotiche accuse (vedasi La Russa ad Annozero, che dimentica il suo passato molto "vivace"), sono seguite alcune proposte che mostrano la volontà della classe politica di limitare la protesta popolare. L'idea viene da Mantovano (già citato su questo blog per aver accusato i manifestanti di Terzigno di essere "eversivi") ed è stata subito raccolta da Maroni: il DASPO per i manifestanti. Questa misura restrittiva è utilizzata per impedire ai tifosi violenti di accedere negli impianti sportivi e può arrivare fino ad un massimo di cinque anni. E' stata definita come un provvedimento di "prevenzione" dalla Corte Costituzionale, ma è in realtà una palese violazione della libertà individuale perchè, sulla base di una semplice denuncia e non di una condanna, può limitare la propria possibilità di movimento. Si vuole introdurre il DASPO anche per le manifestazioni quindi, impedendo a certi manifestanti di partecipare alle proteste.

Insomma, si vuole limitare il più possibile la piazza. Questo non significa che io vorrei vedere Roma nuovamente messa a ferro e fuoco, ma che semplicemente l'utilizzo del DASPO è un chiaro segno della paura della casta. L'utilizzo del DASPO non è chiaro, non ci sono dei limiti di legge entro cui può essere applicato oppure no. E' pura discrezione. Posso ricevere il DASPO per aver lanciato una bomba carta, così come posso riceverlo per aver insultato Maroni allo stadio. Chi è che garantisce che SOLO i violenti verranno colpiti da questa misura? Chi è che garantisce che azioni più pacifiche non verranno considerate anch'esse degne di DASPO? Nessuno. Ripeto, è pura discrezione perchè basta una denuncia. Non c'è bisogno di prove, nè di testimoni, basta denunciare e si è "daspati". E sono sicuro che, a breve, questo provvedimento pioverà come un nubifragio sulle teste di coloro che vogliono difendere i loro diritti e non i privilegi di casta. Hanno paura, noi no.
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