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Non c'è nessuna differenza tra Obama e Ahmadinejad: entrambi negano un genocidio

Una bella notizia ci arriva dagli Stati Uniti d'America. Lo scorso giovedì, infatti, la Commissione Affari Esteri della Camera ha approvato una risoluzione (purtroppo non vincolante) che riconosce il Genocidio Armeno come - appunto - un genocidio. Una strettissima maggioranza (23 a 22) sta iniziando finalmente a fare luce su una delle vicende storiche più controverse e insabbiate della storia dell'uomo. Ma nonostante il voto, nonostante sia giusto comprendere che il popolo armeno ha sofferto ogni sorta di violenza all'inizio del secolo scorso, i vertici della Casa Bianca non sono d'accordo.

Se questo voto da il via ad un processo storico di portata mondiale, dall'altra l'amministrazione Obama - al fine di preservare i rapporti con la Repubblica Turca - sta cercando di ridurne l'importanza. Da sempre i vari presidenti che si sono succeduti sono stati dei "negazionisti" appoggiando e sostenendo la tesi turca che fa leva sulle lotte della Prima Guerra Mondiale (il genocidio è infatti avvenuto nel 1915 e si è protratto fino al 1917, in pieno conflitto bellico) e, quindi, su morti che rientrano nella logica di quell'evento. Si sono comportati esattamente come un Ahmadinejad qualunque che nega apertamente l'Olocausto ebraico e per questo viene insultato e additato come il peggior terrorista esistente sulla scena mondiale. Così come in passato, anche oggi la situazione non è cambiata: prima del voto, infatti, Hillary Clinton aveva chiamato il presidente della Commissione chiedendo che venisse evitata qualsiasi decisione. Non ci vuole di certo un genio per capire che il Segretario di Stato non ha agito in base a sue convinzioni personali ma in base a quelle del Premio Nobel per la Pace Negazionista, Barack Obama.

Le pressioni della Casa Bianca sono evidenti anche guardando la votazione finale. Come possono 45 persone essere così divise su una realtà storica come il Genocidio Armeno? E' proprio vero che gli interessi economici e militari degli Stati Uniti regnano sovrani. Ma a questo punto, come Obama può coltivare gli affari del suo Stato anche negando la morte di un milione e mezzo di armeni, anche Ahmadinejad ha il diritto di difendere i suoi negando l'Olocausto ebraico. Fra i due genocidi non c'è alcuna differenza, tranne forse il fatto che quello armeno non è stato altro che il "campo di prova" per quello ebraico. Il primo Olocausto "scientifico" della storia. Una delle tante vergogne che aleggiano come tempesta sulla coscienza dell'umanità. Sono proprio curioso di sapere cosa accadrà il 24 Aprile, giorno del Metz Yeghern, quando Obama rilascerà il rituale discorso alla nazione. Cosa vincerà? Interessi economici o verità?

Pubblicato il 8/3/2010 alle 16.52 nella rubrica Politica.

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